I SOCIAL DEL MOVIMENTO CIVICO SANSEVERINESE

 

TELEFONI E SILENZI/3 Con il sistema del silenzio-assenso la Dis-amministrazione sta autorizzando altri ripetitori (un altro è in costruzione a Ciorani). E’ una decisione legittima che, però, andava comunicata in modo corretto e trasparente ai cittadini. Invece la Dis-amministrazione, come al solito, ha fatto il gioco delle tre carte! Nel 2020 il sindaco pro-tempore emise un’ordinanza con la quale vietava l’installazione dei ripetitori telefonici 5G su tutto il territorio comunale in attesa di indagini che dimostrassero la non pericolosità per la salute delle persone delle onde radio. Era un’ordinanza inutile che serviva solo a scopi elettorali. Infatti, su richiesta di un installatore, il TAR annullò l’ordinanza per mancanza di motivazioni scientifiche e perché, in modo generico, riguardava tutto il territorio senza tener conto della vicinanza alle abitazioni e ai residenti nei singoli siti di installazione. La Dis-amministrazione, a conferma di quanto fosse solo un’ordinanza “di facciata” decise addirittura di non difendersi e non costituì nel giudizio! Lo schema, quindi, è sempre lo stesso. In prima battuta, per “piacere” alle persone (i like sono sempre importanti!) e ottenere consensi (ah… i voti!) , si firma un’ordinanza sapendo che non servirà a nulla. Successivamente si sceglie di non convocare le Conferenze dei servizi (troppo tempo sottratto alle festicciole…) rinunciando a “difendere” la salute dei cittadini e autorizzando l’installazione dei ripetitori con il “silenzio-assenso”. Infine, ai cittadini si nasconde la verità per evitare di farli riflettere sull’incapacità e sull’ambiguità di dis-amministratori sempre più inadeguati. Ma siamo certi che, anche stavolta e come sempre, la colpa è di qualche altro…

TELEFONI E… SILENZI/2 Anche il ripetitore in costruzione a Carifi è stato autorizzato dalla Dis-Amministrazione con il “silenzio-assenso”. Quando iniziarono i lavori, i cittadini si mobilitarono e la Dis-amministrazione, per metterci una “pezza”, ritirò il permesso a costruire. L’impresa fece ricorso e il 20 marzo si è discussa la causa al Tribunale Amministrativo della Campania (TAR). Dalla sentenza abbiamo “scoperto” che due giorni prima della seduta l’installatore ha presentato una memoria chiedendo di non discutere più il ricorso perchè aveva ottenuto dalla Dis-amministrazione “provvedimenti satisfattivi”. In altri termini, c’è stato un accordo. Infatti, velocemente, ieri sono ripresi i lavori di costruzione del ripetitore in un sito poco distante da quello originario. Il ripetitore, quindi, è stato spostato di qualche metro in un terreno agricolo di un altro proprietario e si realizzerà. E i cittadini del Comitato di Carifi dovranno mettersi l’animo in pace.

TELEFONI E… SILENZI / 1 A S.Vincenzo, in prossimità del Liceo, hanno installato un traliccio per un ripetitore telefonico per il 5G in un terreno agricolo privato. Quando sono iniziati i lavori, poiché non era visibile alcun cartello, numerosi cittadini preoccupati ci hanno chiesto informazioni. Abbiamo chiesto il permesso al Comune. Dopo un mese abbiamo avuto la documentazione e abbiamo appreso che il ripetitore è stato regolarmente autorizzato dal Comune. La richiesta del permesso per la costruzione è stata presentata a settembre dello scorso anno. La Dis-amministrazione ha deciso di non convocare la Conferenza dei Servizi nei novanta giorni successivi, come previsto dalla Legge, per contrastare la localizzazione del ripetitore. Quindi, la costruzione dell’impianto è stata autorizzata con il silenzio-assenso della Dis-amministrazione, autocertificato dalla stessa impresa installatrice.

A gennaio fa segnalammo il progressivo disfacimento dell’intonaco di un muro del nostro Cimitero. Dopo due mesi… l’abbandono raddoppia! E’ troppo chiedere che, tra selfie e festicciole, la dis-amministrazione si occupi anche della nostra Città e della dignità del nostro Cimitero? Anche perché paghiamo mensilmente per la manutenzione del patrimonio pubblico…

Nel gennaio del 2021 denunciammo alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore le irregolarità dell’aggiudicazione dei lavori di sistemazione di un costone roccioso a Pandola. Ne parlammo anche in campagna elettorale. I dis-amministratori affermarono che, come al solito, lanciavamo allarmismi solo per fare scandalo. Due giorni fa il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto il rinvio a giudizio del titolare dell’impresa e dell’allora Responsabile dell’Area Tecnica del Comune mentre ha assolto Vincenzo Ranisi, funzionario del Comune che firmò il contratto. Quindi, l’Autorità Giudiziaria, al momento, ha attestato che avevamo ragione. Ci sarà un processo e attenderemo l’esito dello stesso con la massima fiducia nella Magistratura. Ma non basta! Il progetto di fattibilità fu approvato dalla Giunta Comunale. L’intervento fu inserito nel Piano delle Opere Pubbliche e fu approvato dal Consiglio Comunale. Noi abbiamo accertato, dopo la denuncia, che l’area oggetto dei lavori è di proprietà privata. Ci chiediamo: come è possibile che i dis-amministratori abbiano deliberato di utilizzare soldi pubblici per un intervento che non è una “opera pubblica? Come è possibile che i dis-amministratori non sapessero che l’area era allora ed è tuttora privata? Al di là delle eventuali responsabilità personali dei rinviati a giudizio, resta la grave responsabilità dei dis-amministratori che hanno approvato il progetto dell’opera e del Consiglio Comunale che ha ratificato il Piano delle opere pubbliche in cui l’opera era inserita. Chiediamo, quindi, che le responsabilità della dis-amministrazione e dell’intero Consiglio Comunale vanno accertate perché sono all’origine della vicenda giudiziaria. La decisione di intervenire con i soldi pubblici su di un’area privati è del Sindaco, della Giunta comunale e del Consiglio Comunale e non certo di chi ha agito, sembrerebbe illegittimamente, in conseguenza delle deliberazioni. Visto che non abbiamo avuto nessun riscontro alle interrogazioni, chiediamo queste risposte alla Procura della Repubblica. Anche perché si sono sperperati soldi pubblici per un’altra “opera” incompiuta. Che si aggiunge a quelle scandalosamente in ritardo nella loro esecuzione, alle opere appaltate e mai iniziate e a quelle addirittura bloccate dall’Autorità Giudiziaria come, ad esempio, il Palazzetto dello Sport. L’incapacità e l’inadeguatezza dei dis-amministratori, al “potere” da sette anni, creano danni irreparabili alla nostra Comunità e devono essere chiamati a darne conto.

Da una settimana (con quattro mesi di ritardo e solo dopo la nostra denuncia) sono iniziati i lavori di sostituzione dei lampioni in Via Principe di Carignano e in Piazza Dante. Abbiamo notato che in Via Carignano i lampioni non sembrano proprio nuovi… A guardarli bene, sembrano proprio quelli usati e tolti dal tratto di Corso Diaz dove sono in corso i lavori di riqualificazione. Riutilizzare ciò che è ancora funzionante quando possibile e’ certamente utile. Per risparmiare e per applicare correttamente il principio dell’economia circolare. Ma ci chiediamo: il progetto e l’appalto originale che prevedeva l’impiego di lampioni nuovi e’ stato modificato e riapprovato? I lampioni già usati sono stati nuovamente collaudati e certificati prima di essere installati? Quanto risparmieremo rispetto ai 130.000 euro dell’appalto aggiudicato? Abbiamo presentato un’interrogazione e aspettiamo risposte.

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