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Il Castello abbandonato: i fatti smascherano le incapacità e la propaganda! Presentata un’interrogazione.

25 Ottobre 2022

Nel 2015 l’Amministrazione precedente a quella attuale riuscì ad ottenere un finanziamento regionale a fondo perduto di 3.800.000 euro da destinare al completamento del restauro del nucleo abitato del Castello, agli scavi archeologici di S.Marco a Rota e alla riqualificazione del Convento dei Francescani di Piazza Dante per destinarlo ad accogliere il Museo Archeologico del Castello.

Nel 2020 furono firmati i contratti con le imprese aggiudicatarie delle gare.

Il restauro dell’area archeologica del nucleo abitato del Castello fu aggiudicato all’impresa Operazione s.r.l. per un importo di 1.167.832,61 euro.

In base al contratto, l’appaltatore avrebbe dovuto completare i lavori entro 120 giorni dalla data di consegna avvenuta il 13 maggio 2020 e, quindi, entro il 18 settembre 2020.

Ad oltre 760 giorni dal termine contrattuale i lavori sono ancora in corso!

All’impresa sono stati pagati oltre 550.000,00 euro (64% dell’importo contrattuale) a fronte di lavori che, stando alle contabilità degli stati di avanzamento, sono stati realizzati in poco più di un mese tra il 3 luglio e l’8 agosto del 2020.

Da oltre due anni tutto è fermo!

Nel frattempo, il Parco Archeologico Medievale Regionale del Castello dei Sanseverino è stato oggetto di numerose iniziative propagandistiche dell’attuale Dis-Amministrazione Comunale.

Sono stati presentati approssimativi ed improbabili progetti di fattibilità nella speranza di ricevere finanziamenti.

Uno di questi, altamente impattante dal punto vista ambientale e paesaggistico, è costituito da un ascensore inclinato rispetto al quale esprimiamo la più ferma contrarietà e contro il quale ci batteremo.

L’area del Parco è stata più volte utilizzata negli ultimi due anni, sempre con il patrocinio della Dis-Amministrazione, per banchetti all’aperto, per aperitivi sotto le stelle, per improbabili escursioni finite in scampagnate.

Abbiamo documentato come sia stata ridotta, in svariate occasioni, in una discarica di immondizia a cielo aperto.

Senza parlare della vegetazione infestante che in più punti ha ulteriormente compromesso le strutture murarie.

Ma adesso abbiamo anche scoperto che nel contratto firmato con l’appaltatore non è stata prevista alcuna penale specifica per i giorni di ritardo nel completamento dei lavori.

Stando alla complessa normativa in materia, in mancanza di previsioni contrattuali espresse che ne determinassero la misura, non sarebbe possibile applicare nessuna penale a danno dell’appaltatore per cui alla Dis-Amministrazione non resterebbe che escutere la polizza fideiussoria a garanzia dell’esatto adempimento delle obbligazioni contrattuali, oltre a richiedere l’eventuale maggiore danno in uno alla risoluzione contrattuale per grave inadempimento innanzi alla competente autorità giurisdizionale civile.

Oltre al danno, quindi, anche la beffa!

Come si può sottoscrivere un contratto per l’esecuzione di lavori pubblici senza prevedere espressamente le penali a carico dell’esecutore in caso di mancato rispetto degli obblighi contrattuali circa il termine dei lavori?

Una disattenzione o una omissione voluta?

Al momento non è dato saperlo per cui abbiamo presentato una interrogazione che pubblichiamo.

Vogliamo sapere anche quali sono le azioni della Dis-Amministrazione per ottenere il rispetto del contratto, quali sono le contestazioni (se ci sono) inviate all’impresa, come sia stato possibile negli ultimi due anni far accedere all’area di cantiere le persone, perché sono state liquidate e pagate all’appaltatore somme dopo la scadenza del termine contrattuale di ultimazione senza rilevare la sua inadempienza.

Attendiamo, pazientemente, le risposte…

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Data:
25 Ottobre 2022
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