UN PASSO INDIETRO DI VENT’ANNI! REGIONE E COMUNE METTONO IN PERICOLO LA NOSTRA SALUTE

Dopo oltre vent’anni, la sicurezza dell’ambiente della nostra Città e la nostra salute sono nuovamente in grave pericolo.

Il prossimo 11 gennaio la gestione dell’impianto di depurazione sito a Costa di Mercato S.Severino, per volere della Regione Campania e con l’acquiescenza dell’Amministrazione Comunale (sempre più prona ad “obbedire” agli ordini della Regione di centrosinistra), passerà definitivamente dall’attuale gestore COIGEI, pagato con i soldi della Regione, alla GORI, gestore del ciclo integrato delle acque nell’Ambito Territoriale Sarnese-Vesuviano (ATO 3) di cui la nostra Città fa parte.

La GORI dovrà recuperare le risorse finanziarie necessarie alla gestione dalla tariffa dell’acqua potabile che tutti noi paghiamo, così come prevede la legge.

Sembrerebbe un normale avvicendamento conforme alle leggi del settore e al Piano di Gestione Regionale dell’Ente Idrico Campano (E.I.C.) se non fosse per un piccolo particolare che La Regione e il Comune hanno, colpevolmente e deliberatamente, deciso di non considerare.

L’impianto di depurazione biologico di Mercato S.Severino è la parte terminale di un sistema depurativo UNICO composto dall’impianto di depurazione chimico-fisico di Solofra, dalla rete fognaria dell’area industriale di Solofra e dai collettori che portano gli scarichi fognari di ben sei Comuni, oltre a Mercato S.Severino, a Costa (Forino, Solofra, Montoro, Bracigliano, Calvanico e Fisciano).

L’impianto di Solofra non riesce a depurare a norma di legge le acque industriali della lavorazione conciaria a causa delle elevatissime concentrazioni di sostanze chimiche tossiche e nocive e, per legge, lo scarico del depuratore non può essere immesso direttamente nel torrente Solofrana, ma deve necessariamente arrivare a Mercato S.Severino per completare la depurazione.

Nel passato, per decenni la gestione dell’impianto di Solofra è stata affidata agli stessi autori dell’inquinamento, cioè ai conciari e noi siamo stati costretti a pagare le conseguenze (per la nostra salute e la sicurezza del nostro territorio) degli scarichi industriali e civili abusivi nella Solofrana cui si aggiungevano gli scarichi non depurati a norma di legge dell’impianto di Solofra.

Parafrasando un vecchio proverbio, negli anni Ottanta, la “politica” aveva deciso di… affidare la pecora alla custodia del lupo!

Infatti, per legge i conciari devono pagare una tariffa per conferire le acque di scarico delle loro industrie nel depuratore per poter assicurare i costi di esercizio dell’impianto e la tariffa varia in ragione della quantità e della pericolosità delle sostanze chimiche inquinanti.

In mancanza di controlli, diviene più agevole cedere alla tentazione di inviare al depuratore meno acque di scarico (sversandole nella Solofrana) per pagare una tariffa più bassa e per “risparmiare” sui costi di gestione dell’impianto.

Per essere sicuri che l’impianto di valle (Mercato S.Severino) funzioni bene è necessario che la sua gestione e quella dell’impianto ubicato a monte (Solofra) siano affidate ad uno stesso, UNICO, soggetto in modo da scongiurare i pietosi rimpalli di responsabilità che sorgono quando si verificano malfunzionamenti i cui devastanti effetti per la salute sono stati pagati, nel passato, dalle Comunità di Montoro e di Mercato S.Severino.

La gestione unica degli impianti e delle reti fognarie industriali e civili è l’unico strumento per intervenire rapidamente in caso di malfunzionamenti a monte, per scongiurare sversamenti abusivi di sostanze tossiche nei collettori e nella Solofrana e per avere la certezza che l’impianto di Mercato S.Severino sia in perfetta efficienza.

La nostra Comunità ha diritto a questa garanzia anche in considerazione dei problemi che il depuratore di Costa ha causato negli ultimi tre anni (al momento è ancora sottoposto a sequestro giudiziario).

La battaglia per far riconoscere la unicità di questo sistema e la necessità di una gestione unica, condotta da Giovanni Romano (allora semplice consigliere comunale) e dai cittadini sanseverinesi riuniti nel Comitato di lotta di Costa, è durata oltre vent’anni e solo nel maggio del 1999 si concluse con l’affidamento dei due impianti ad un UNICO gestore.

Adesso, per volere della Regione Campania e per uno squallido calcolo di convenienza politica e di promesse elettorali, la gestione viene nuovamente separata.

Non contestiamo l’affidamento della gestione dell’impianto di Costa alla GORI.

Questo dovrebbe farlo (se avesse un minimo di dignità e di coerenza) l’Amministrazione Comunale che si è sempre dichiarata contraria alla gestione del ciclo delle acque da parte di questa società mista a prevalente capitale pubblico.

Contestiamo che alla GORI sia stato affidato solo l’impianto di Mercato S.Severino perché questo è il primo passo per riaffidare nuovamente la gestione dell’impianto di Solofra al Consorzio che riunisce gli industriali conciari.

Come potrà la GORI controllare che lo scarico dell’impianto di Solofra sia regolare? 

Come potrà intervenire sui malfunzionamenti dell’impianto di monte se il gestore sarà diverso? 

Chi controllerà la regolarità degli scarichi nella rete fognaria dell’agglomerato industriale di Solofra?

Se dall’impianto di Solofra arriverà a Costa uno scarico irregolare in grado di compromettere la funzionalità del nostro impianto, di chi sarà la responsabilità?

Dall’Amministrazione Comunale nessuna protesta e nessuna richiesta così come conferma il verbale dell’ultimo incontro avvenuto il 10 settembre.

E’ stata completamente cancellata la memoria delle lotte e dei sacrifici della nostra Comunità per far posto ad una colpevole e irresponsabile acquiescenza ai voleri della Regione e dei politici di centrosinistra che negli ultimi anni sono i veri “padroni” della nostra Città.

Abbiamo scritto al Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, informandolo di quanto sta accadendo e chiedendogli di intervenire.

Confidiamo sulla sua sensibilità e sull’attenzione che sta dedicando al grave problema del disinquinamento del fiume Sarno del quale la Solofrana è il principale affluente e nel quale arrivano le acque del depuratore di Costa.

Ci batteremo chiamando a raccolta i nostri concittadini per evitare che, ancora una volta, la nostra sicurezza e la nostra salute siano messe in pericolo dall’incapacità e dall’insipienza di chi ci amministra.

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