Inviato esposto in relazione all’approvazione da parte del Consiglio Comunale del programma costruttivo residenziale affidato all’IACP.

Un dettagliato esposto è stato inviato dal Responsabile del Movimento Civico SanseverineseGiovanni Romano, alle Autorità Giudiziarie, alla Corte dei Conti e alla Provincia di Salerno in relazione all’approvazione da parte del Consiglio Comunale del programma costruttivo residenziale affidato all’IACP di Salerno avvenuta lo scorso due settembre.

“Il nostro consigliere comunale Eduardo Caliano– dichiara Romano– ha evidenziato in Consiglio le gravi irregolarità che hanno caratterizzato la decisione dell’Amministrazione Comunale e del Consiglio Comunale rispetto alle quali riteniamo doveroso e necessario informare le competenti Autorità richiedendo il loro intervento per accertare se ci sono state violazioni di legge e, soprattutto, danni economici per il Comune”.

“In primo luogo – precisaRomano– numerose sono le irregolarità urbanistiche evidenziate dal consigliere Caliano. L’area individuata dal Consiglio Comunale per consentire la realizzazione dell’intervento costruttivo NON E’ URBANISTICAMENTE IDONEAad accoglierlo. Si tratta, infatti, di un’area classificata dal vigente Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.) vigente come “Ambito Urbano Consolidato di tipo B” nella quale NON E’ CONSENTITA L’EDIFICAZIONE, ma solo la realizzazione di strutture non edificate al servizio delle rilevanti zone residenziali già esistenti e, quindi, sature dal punto di vista urbanistico.

L’utilizzo dell’area, quindi, deve essere preceduto da una regolare VARIANTE URBANISTICAil cui iter di approvazione è, a norma di legge, identico a quello di approvazione del PUC e non può certo essere effettuata con una delibera di Consiglio Comunale.

Il riferimento e il ricorso alla Legge 865/1971 da parte dell’Amministrazione di fatto conferma che l’area individuata non è idonea e che, al contrario, occorre una variante.

Ma a tal proposito la legge 865/1971 NON PUO’ ESSERE UTILIZZATAperché la stessa si riferisce alla generazione dei Piani Regolatori Generali (P.R.G.) emanati a seguito della Legge Ponte, la L. 167/1962 e non dei Piani Urbanistici Comunali (P.U.C.).

Inoltre, le aree comprese negli “Ambiti Urbani Consolidati” del vigente Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.) che in base al D.M. n. 1444/68 sono superfici fondiarie che, per essere prive di edificato sono da considerarsi asservite al calcolo degli standard dell’Ambito Urbano Consolidato esistente.

Infine, la previsione di nuova edificazione nella zona individuata non è stata preceduta dalla individuazione delle aree edificatorie classificate dal vigente Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.) da dove eliminare i vani che si andrebbero a realizzare con l’intervento programmato dell’I.A.C.P. allo scopo di non alterare il dimensionamento complessivo del P.U.C.”.

Ma i rilievi non si fermano agli aspetti urbanistici seppur gravi.

“La scelta del Consiglio Comunale – prosegue Romano – appare finalizzata a FAVORIRE I PROPRIETARI DEI SUOLI INDIVIDUATI A DANNO DELL’ENTE COMUNE. Infatti IL COMUNE È PROPRIETARIO DI BEN TRE AREE EDIFICATORIE ESCLUSIVAMENTE DESTINATE A REALIZZARE RESIDENZE ubicate alla frazione Ciorani, alla frazione Spiano e alla frazione Acigliano. Le tre aree sono URBANISTICAMENTE IDONEE in base al vigente Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.) e, quindi, non necessitano di alcuna variante tanto che quella di Spiano era già stata individuata dalla precedente Amministrazione per accogliere le residenze popolari. Sono di dimensione più che sufficiente ad accogliere l’intervento programmato dall’I.A.C.P. Inoltre, sono state ripetutamente inserite sia nel Piano di Rientro dal debito approvato dal Comune attualmente all’esame della Corte dei Conti e sono state oggetto di diversi avvisi pubblici, sia in diversi Piani di Alienazione approvati con i bilanci di previsione fin dal 2014. Non si comprende perché si è voluto DANNEGGIARE il Comune privandolo di una entrata certa per favorire dei privati.

Il Consiglio Comunale ha, di conseguenza, causato un graveDANNO ERARIALE al Comune non indicando una delle tre aree sopra richiamate perché ha IMPEDITO ALL’ENTE DI REALIZZARE UNA DISMISSIONE IMMOBILIARE necessaria al riequilibrio del bilancio”.

“E’ sorprendente – conclude Giovanni Romano– che il Consiglio Comunale abbia deciso di aggravare il già rilevante carico urbanistico al Capoluogo prevedendo nuovi alloggi in un’area che è già satura e avrebbe bisogno, come previsto dal PUC di attrezzature di servizio. L’Amministrazione Comunale, ancora una volta, ha SCELTO DI PENALIZZARE LE FRAZIONIche hanno bisogno di nuove residenze per frenare lo spopolamento. Troppi aspetti ambigui che necessitano di accertamenti e chiarezza per evitare che i danni siano, come sempre, pagati dai cittadini”.

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